E' una Roma inedita, scatenata, quella che si muove sul mercato. Mai da queste parti si era visto il club di Trigoria agire con questa autorità nel mercato. Nonostante i numerosi arrivi (l'ultimo quello di Astori che dovrebbe esordire nell'amichevole contro l'Inter di Mazzarri), la dirigenza giallorossa studia, in queste ore, la strategia per assicurarsi il forte terzino azzurro Matteo Darmian. A Cairo arriverà un'offerta di 12 milioni circa, con la probabile formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. Filtra ottimismo circa questa ennesima operazione giallorossa...i tifosi continuano a sognare !
E' un brivido...le famose quattro lettere infondo al cuore...quattro lettere d'amore! ROMA!!!
giovedì 31 luglio 2014
SCATENATA !
E' una Roma inedita, scatenata, quella che si muove sul mercato. Mai da queste parti si era visto il club di Trigoria agire con questa autorità nel mercato. Nonostante i numerosi arrivi (l'ultimo quello di Astori che dovrebbe esordire nell'amichevole contro l'Inter di Mazzarri), la dirigenza giallorossa studia, in queste ore, la strategia per assicurarsi il forte terzino azzurro Matteo Darmian. A Cairo arriverà un'offerta di 12 milioni circa, con la probabile formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. Filtra ottimismo circa questa ennesima operazione giallorossa...i tifosi continuano a sognare !
Parnasi: ''Il nuovo stadio sarà per tutta la città. Pronti a finanziare il sistema ferrovie''
CORSERA (E. MENICUCCI) - «Lo vuole sapere un aneddoto su Rudi Garcia?». Come no. «Scherzando, ho chiesto a Pallotta di inserire una clausola nella costruzione dello stadio: di poterci giocare due minuti, in gara ufficiale». E il presidente giallorosso? «È andato da Garcia “Sai Rudi, Parnasi è uno strano…”. Garcia non ha fatto una piega: “Fatemi bere prima una buona bottiglia di rosso…”». Luca Parnasi, 37 anni, costruttore, «a capo» della Parsitalia, è romanista perso, amante del calcio, giocatore del «Pezzana » (mitico torneo di calciotto di Roma Nord), ma nello stadio della Roma (o meglio di James Pallotta) sta cercando di metterci non solo il cuore, ma anche la testa. «Mio padre (Sandro, che il figlio chiama «comandante», ndr) me lo ha chiesto: “Non lo fai solo perché sei romanista, vero?». Giura, Parnasi junior che non è così. Che, anzi, il progetto dello stadio a Tor di Valle «è una grande opportunità per tutta la città, spero venga capito da tutti». Anche per i laziali? «Certamente. Questo può essere il progetto pilota anche per loro ».
Eppure, sull’opera, ci sono tante perplessità: i «paletti» del Campidoglio, le critiche di Legambiente, la presa di posizione di Caltagirone. Ma perché lo stadio di un privato dovrebbe essere d’interesse pubblico? «Intanto — dice Parnasi — perché crea 3 mila posti di lavoro nella sua costruzione e 4 mila quando sarà in funzione. Poi perché c’è un importante piano di potenziamento delle infrastrutture». Su questo, però, le parti sembrano distanti. Il Comune parla di «700 milioni complessivi», Parnasi ribadisce che «l’investimento del nostro gruppo sulle opere pubbliche è di 270 milioni», ripartiti in opere stradali (92 milioni), parcheggi multipiano (37 milioni), ponte sul Tevere (39 milioni), contributo per prolungare la metro B (10 milioni), adeguamento dell’Ostiense e della via del Mare (15 milioni). Manca la Roma-Lido. E il collegamento con la ferrovia per Fiumicino. Mentre, secondo il Comune, «la cura del ferro è fondamentale».
Parnasi è pronto a cambiare: «Se il Comune vuole usare diversamente quei soldi, basta che lo dica». Stamattina, molto presto, Parnasi ne parlerà direttamente con Marino. E, con lui, ci sarà Daniel Libeskind, l’archistar che firmerà i tre grattacieli che sorgeranno nell’area (mentre lo stadio è di Dan Meis). Parnasi ne è entusiasta: «Dopo l’Auditorium di Piano, il Maxxi della Hadid e ora la Nuvola di Fuksas avremo un’altra grande firma nella Capitale». Quelle cubature, più il «parco di intrattenimenti» e la «promenade commerciale» coi negozi, cinema, bar, ristoranti sono fondamentali. Perché, insiste Parnasi, «il quadro economico degli investimenti, 980 milioni complessivi, si regge solo con i 220 milioni di compensazioni ». È lì che, per i costruttori, c’è il business, quello che fa storcere il naso a Legambiente. «Ma le loro critiche — dice il costruttore — ci permettono di mettere l’accento sulla sostenibilità ambientale, una delle caratteristiche principali dell’opera. Vicino al Tevere, anche se l’area non è vincolata, ci sarà un’area di rispetto». Non basta. Per «disinnescare» la miccia ambientalista, Parnasi ha arruolato nella squadra anche Andreas Kipar, vero «guru» dell’architettura del paesaggio.
Ma, in ogni caso, non è strano che questo stadio non sia di proprietà della Roma Calcio? «Lo ha spiegato bene Mark Pannes, perché non è così. Ma non cambia molto: la Roma ne avrà un beneficio immenso». Perché Caltagirone, come sulla storia del palazzo acquistato dalla Provincia, si è messo di traverso? «Conosco bene Alessandro, mio padre conosce da 40 anni l’ingegnere. Amici è una parola importante, ma c’è rispetto imprenditoriale, non conflitto. Ogni contributo alla discussione va bene». Secondo Parnasi lo stadio sarà «a prova di ultrà, videosorvegliato, a dimensione familiare, fruibile tutti i giorni» ma «la curva Sud sarà il vero dodicesimo in campo». Perché poi, alla fine, sempre lì si va a finire. La Roma, il «sogno di vederci giocare Totti». Il test da «giallorosso doc» , allora, è inevitabile. Formazione giallorossa di tutti i tempi? Parnasi prende carta e penna, si sistema sulla sedia: «Questa è la più difficile… ». E scrive: «Allora, 4-2-3-1 con Tancredi in porta, poi Cafu, Aldair, Benatia e Nela in difesa; Falcao e Cerezo; Bruno Conti, Totti e, posso mettere un mio amico?». Certo: «Dodo Chierico ». Centravanti? «Roberto Pruzzo. Da bambino, al Fleming, abitavo vicino a lui. Mi ha tenuto in braccio. Ho dimenticato qualcuno?». Beh, manca Ago Di Bartolomei: «Porca miseria, è vero. Ma dove lo metto?».
mercoledì 30 luglio 2014
TOTTI : "STO CON IL PRESIDENTE ! "
Queste le parole del capitano al termine della gara contro il Real Madrid : "'Uscire tra gli applausi fa sempre piacere, e poi il Real è la seconda squadra per la quale ho sempre tifato Sono orgoglioso, abbiamo dimostrato che la Roma c'è. Dopo dodici anni dall'ultimo gol acquisti tanta esperienza... Obiettivi? Vogliamo fare meglio della scorsa stagione, l'organico deve lottare per lo scudetto. Vogliamo arrivare il più lontano possibile anche in Champions: ci sono squadre molto più forti di noi, ma cercheremo di mettere in difficoltà chiunque incontreremo. La Roma di Garcia come quella di Capello? Al momento la devo mettere sotto perché con Capello abbiamo vinto, ma noi abbiamo un grande gruppo che può fare bene; spero che accada la stessa cosa del 2001. Il caso Tavecchio? Io mi schiero con il presidente'. (gazzettagiallorossa.it)
martedì 29 luglio 2014
MAI TRAMONTATA...
...La pista che porta ad Eto'o. Il forte attaccante canerunense, nonostante le smentite da ambo le parti, continua ad essere l'indiziato numero uno per ricoprire il ruolo di centravanti da "Champions", quel ruolo che, per inesperienza, non può (momentaneamente) ricoprire Destro. Fenucci è stato piuttosto chiaro: " la Roma farà altre operazioni di mercato...". La società giallorossa gioca a carte scoperte e la scaramanzia, tipicamente romana e romanista, sembra non albergare più dalle parti di Trigoria; la Roma vuole lo scudetto ed è pronta ad investire ancora...
lunedì 28 luglio 2014
PARLA ZEMAN !
Zeman in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport (S. Cleri).
Ed allora ben tornato, Zdenek
Zeman. Il nostro malandato pallone non può proprio permettersi di
rinunciare al suo calcio senza compromessi e alle sue esternazioni mai
banali. Cagliari. Perché?
«Perché qui c'è una società nuova, fatta di persone perbene, che ha voluto puntare su di me. Questo basta e avanza per iniziare una nuova avventura».
«Perché qui c'è una società nuova, fatta di persone perbene, che ha voluto puntare su di me. Questo basta e avanza per iniziare una nuova avventura».
Il patron Giulini ha scelto lei prima ancora di prendere il Cagliari.
«Ha grande entusiasmo e buone idee.
Spero non glieli facciano passare...».
«Ha grande entusiasmo e buone idee.
Spero non glieli facciano passare...».
Già. Ma il calcio italiano è davvero messo così male?
«Questo sport, come tanti altri, è fatto di cicli. Per tanti anni siamo stati ai vertici, ora non lo siamo più».
«Questo sport, come tanti altri, è fatto di cicli. Per tanti anni siamo stati ai vertici, ora non lo siamo più».
Da dove si riparte?
«Dai giovani. Bisogna creare delle strutture al cui interno farli crescere. La soluzione migliore sono centri federali su scala regionale. In Francia lo hanno fatto una ventina di anni fa e i risultati si vedono».
«Dai giovani. Bisogna creare delle strutture al cui interno farli crescere. La soluzione migliore sono centri federali su scala regionale. In Francia lo hanno fatto una ventina di anni fa e i risultati si vedono».
E la violenza? Come evitare che questo cancro distrugga il nostro calcio?
«Sento tanti discorsi, ma la soluzione sarebbe semplicissima. In Inghilterra trenta an ni fa la situazione era peggiore di quella italia na. Non vedo perché non si possa fare anche qui quello che loro hanno fatto».
«Sento tanti discorsi, ma la soluzione sarebbe semplicissima. In Inghilterra trenta an ni fa la situazione era peggiore di quella italia na. Non vedo perché non si possa fare anche qui quello che loro hanno fatto».
Violenza e spettacolo scadente si combat tono pure con stadi nuovi. È d'accordo?«Aiuterebbero,
ma fino a un certo punto. Quello degli stadi per me è un falso
problema. Se ne parla tanto perché ci sono interessi ex tracalcistici a
realizzarli. Ma quando lo spettacolo era migliore gli stadi erano
pieni anche se vecchi».
Crisi dei club e crisi della Nazionale. Alla fi ne il capro espiatorio del flop ai Mondiali è stato Prandelli. Giusto?
«Il responsabile non è solo lui, ma che lui diventi il bersaglio principale delle critiche fa parte del gioco. E poi per quattro anni Pran delli è stato sempre esaltato, anche per i pa reggi con il Lussemburgo. Troppe critiche? Ma se Sacchi è stato crocifisso dopo aver per so una finale ai rigori...».
«Il responsabile non è solo lui, ma che lui diventi il bersaglio principale delle critiche fa parte del gioco. E poi per quattro anni Pran delli è stato sempre esaltato, anche per i pa reggi con il Lussemburgo. Troppe critiche? Ma se Sacchi è stato crocifisso dopo aver per so una finale ai rigori...».
Italia a parte, che Mondiale è stato?«Molto
bello. Il migliore delle ultime edizioni. Tante nazionali
mediopiccole hanno fatto vedere cose interessanti. Soprattutto quelle
latinoamericane. Hanno saputo evol versi a livello di organizzazione
tattica. Al contrario delle selezioni africane che proprio per questo
non sono esplose come si pensava venti anni fa».
Chi vedrebbe bene ora sulla panchina azzurra?
«Mancini. È stato un giocatore di alto livello, da tecnico ha vinto sia in Italia sia all'estero, conosce le lingue. Sarebbe la persona giusta al posto giusto».
«Mancini. È stato un giocatore di alto livello, da tecnico ha vinto sia in Italia sia all'estero, conosce le lingue. Sarebbe la persona giusta al posto giusto».
Con Balotelli di nuovo al centro del progetto?«È
un grande talento, è ancora in tempo ad esprimere tutto il suo
potenzia le. Ma deve fare in fretta. La storia del calcio è piena di
fuo riclasse inespressi. Penso a Cassano. Avrebbe potuto fare molto di
più»
C'è chi in campo rende meno
di quanto potrebbe e chi fuori parla più di quanto dovrebbe. Cosa
pensa dell'esternazione sugli extracomunitari del candidato presidente
federale Tavecchio?
«Un'uscita inopportuna e che non può non essere censurata. Però, tolta la forma, nella sostanza ha ragione. Uno dei grandi mali del calcio italiano è la presenza di troppi stranie ri. Bisogna tornare a puntare sui nostri ragaz zi».
«Un'uscita inopportuna e che non può non essere censurata. Però, tolta la forma, nella sostanza ha ragione. Uno dei grandi mali del calcio italiano è la presenza di troppi stranie ri. Bisogna tornare a puntare sui nostri ragaz zi».
Quindi, al netto della gaffe, Tavecchio può essere l'uomo giusto per rilanciare il calcio italiano?«Il
problema non sono gli uomini, sono i programmi. Serve un cambiamento
profon do. Ma con un mandato di appena due anni, Tavecchio o un altro,
cosa può fare?».
Quella stessa mancanza di programmazione che spesso voi tecnici imputate ai dirigenti.«Oggi,
soprattutto in Italia, gli allenatori contano poco. E questa è una
delle cause del l'impoverimento dello spettacolo. A tecnici senza
esperienza vengono affidate squadre di alto livello. È sbagliato. Serve
fare la gavetta prima di arrivare su certe panchine. Come hanno fatto
quelli della mia generazione».
Il progetto Cagliari a che punto è?«Stiamo
lavorando bene. L'obiettivo è esse re pronti per la prima giornata.
Purtroppo il mercato aperto condiziona il nostro lavoro».
C'è chi, De Laurentiis, propone di tenerlo aperto tutto l'anno.«Chi
dice una cosa del genere non capisce nulla di calcio. Per me il mercato
dovrebbe chiudersi prima che le squadre partano per i ritiri».
La cessione di Astori le scombussola i programmi? Ha provato a trattenerlo? «No.
Era giusto che cercasse altrove le motivazioni che al Cagliari non
aveva più. Tratte nere un giocatore contro la sua volontà è sem pre
controproducente».
Ne arriveranno di nuovi?
«Sì, ma non mi piace fare questi ragionamenti. Per questo dico che sarebbe meglio cominciare la stagione quando il mercato è già chiuso».
«Sì, ma non mi piace fare questi ragionamenti. Per questo dico che sarebbe meglio cominciare la stagione quando il mercato è già chiuso».
A proposito di Astori. Griglia scudetto. La Roma ha scavalcato la Juve?«Ha
comprato giocatori che sulla carta la rinforzano notevolmente, però poi
bisogna vedere se sul campo il rendimento sarà all'altezza delle
attese».
La Roma di Garcia la sente anche un po' sua?«Io ho iniziato un certo tipo di lavoro che lui è stato molto bravo a portare avanti».
Si aspettava le dimissioni di Conte? La Juve quanto perde senza di lui?«Non
perde nulla perché ha una storia e un organico che prescindono
dall'allenatore. In quanto alle dimis sioni il rapporto si era
logorato, la decisione andava presa prima».
Il Napoli e le milanesi?«Il
Napoli deve trovare la continuità che non ha mai avuto nelle ultime
stagioni. Le milanesi devo no voltare pagina. Non sarà facile, ma
peggio dell'ultima annata è difficile che facciano...».
E la sorpresa?«Se la dico non sarà più una sorpresa...».
domenica 27 luglio 2014
MIRALEM : " A ROMA C'E' LA MENTALITA' GIUSTA !"
Raccontaci il gol…
Ho visto il portiere fuori, ho visto che Radja stava in una posizione tranquailla ma pure io così ho chiesto di passarmela velocemente e poi…il piede è a posto
Più facile nel football o nel calcio?
Ieri ho provato con il pallone ovale…Che ti devo dire? Ero in ispirazione, guardo sempre la posizione del portiere oggi avevo lo spazio giusto ed è entrata.
Avete affrontato un top club come vi siete trovati?
Siamo consapevoli che il Manchester è una grande squadra abituata a giocare la Champions. A noi ci servono queste partite. Si vede che fisicamente non siamo ancora a posto, ho iniziato sei giorni fa io e non è facile. La squadra però non ha mollato e secondo me il risultato non è giusto perchè il nostro portiere non ha avuto tanto da fare, anche loro hanno fatto dei gol incredibili ma adesso prepariamo bene le altre due partite il torneo non è finito
La Roma ha fatto fino ad oggi un mercato imponente…Ad oggi che te ne pare di questa rosa?
Per noi è molto importante che la rosa migliori. Per una società che punta in alto devono arrivare giocatori forti, come quello che è accaduto. Non dobbiamo mettere pressione ai nuovi, ci siamo noi che dobbiamo aiutarli. Alla Roma c’è la mentalità giusta e anche tanta qualità. La squadra ha fame ed ha voglia di fare una bella stagione.
Che differenza con il gol fatto al derby ai tempi di Zeman?
Anche lì ho visto il portiere fuori, al derby ho calciato più con l’estreno del piede,
Tra i nuovi che giocheranno a centrocampo con te Keita e Uçan chi ti ha impressionato di più?
Sono giocatori con esperienza come Keita ma anche gli altri giovani. E’ l’inizio per loro e noi siamo li per aiutarli abbiamo bisogno di tutti. Dico che tutti lavorano bene e vogliono giocare poi deciderà il mister. La mentalità di tutti i nuovi è veramente buona e questo è importante. (www.forzaroma.info)
sabato 26 luglio 2014
Rebus Gervinho: per ora niente Usa
di D.Stoppini-Gazzetta Dello Sport
Quando piove, piove bene. E su Gervinho le nuvole continuano a divertirsi un po’ troppo. L’ivoriano non raggiungerà la squadra a Denver e neppure a Dallas all’inizio della prossima settimana. Se ne parla, ma a questo punto è d’obbligo aggiungere il forse, per Philadelphia. Ora i problemi familiari sono diventati anche burocratici, per colpa di un via libera (passaporto? visto?) che non permette all’attaccante di raggiungere gli Stati Uniti. Via libera che però evidentemente c’è per l’Italia, se è vero che il tecnico Garcia ha dichiarato: «Ho parlato con lui, sarà a Roma nel fine settimana, sta seguendo un programma di allenamento. Non vede l’ora di riabbracciare i suoi compagni». Magari non vede l’ora pure di firmare il rinnovo. E così tornano alla mente le mezze verità di chi il calciatore lo conosce bene sulla forte insoddisfazione per l’adeguamento non (ancora) concesso dal club. Una certezza va registrata: oltre alle parole di Garcia, filtra un certo fastidio della società.
IL MATCH Ritardi che invece non dimostra la Roma sul campo. Oggi, ore 22.10 italiane (diretta Sky Sport 1 e Supercalcio), c’è la sfida al Manchester United. Gli inglesi si sono divertiti a provocare ricordando il 7-1 del 2007, Garcia ha replicato: «Mi sembra una cosa stupida… Voglio vedere progressi, Per De Rossi e Pjanic 30’ nella ripresa». Il resto è (ancora) mercato: «Il futuro di Strootman non è in discussione, resterà e presto inizierà a correre. Ljajic? A nessuno posso garantire un posto da titolare, ma per me resta importante». Come Astori, per il quale Garcia non ha nascosto la soddisfazione: «È il profilo che cercavamo, bravo tecnicamente e forte di testa». Da domani lo allenerà.
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