martedì 19 novembre 2013

SCOMMESSE: 2 euro con il botto !

Interessanti davvero le quote dei vari campionati calcistici europei.
Questa settimana,viste le sfide in programma, consiglio di puntare decisamente sul "GOL".



Reims - Psg
min 1
max 20
Esito finale 1X2:2
1.45
Borussia Dortmund - Bayern Monaco
min 1
max 20
Goal/no goal:Goal
1.45
Barcellona - Granada Cf
min 1
max 20
Esito finale 1X2* :1
1.10
Almeria - Real Madrid
min 1
max 20
Esito finale 1X2:2
1.25
Atletico Madrid - Getafe
min 1
max 20
Esito finale 1X2:1
1.23
Arsenal - Southampton
min 1
max 20
Esito finale 1X2:1
1.50
West Ham - Chelsea
min 1
max 20
Doppia chance out* :X2
1.13
Manchester City - Tottenham
min 1
max 20
Esito finale 1X2:1
1.63
Cardiff - Manchester Utd
min 1
max 20
Doppia chance out* :X2
1.11
Palermo - Latina
min 1
max 20
Doppia chance in* :1X
1.09
Verona - Chievo
min 1
max 20
Doppia chance in:1X
1.24
Sampdoria - Lazio
min 1
max 20
Goal/no goal:Goal
1.75
Sassuolo - Atalanta
min 1
max 20
Goal/no goal:Goal
1.75
Torino - Catania
min 1
max 20
Doppia chance in* :1X
1.20
Udinese - Fiorentina
min 1
max 20
Goal/no goal:Goal
1.65
Roma - Cagliari
min 1
max 20
Esito finale 1X2:1
1.40
QUOTA FINALE
125.12
IMPORTO SCOMMESSA
BONUS POTENZIALE 40.71%
€101,87
VINCITA POTENZIALE
€352,12

lunedì 18 novembre 2013

"Sembra un'arena di gladiatori..."





E noi rispondiamo : "ma magari fosse !!!"

IL TEMPO (A. AUSTINI) - Il parere dell’esperto è una condanna senza appello. Il progetto del nuovo stadio giallorosso fa rabbrividire Massimiliano Fuksas, architetto romano e romanista. Molto romanista. E vorrebbe una «casa» più bella di quella che Pallotta si accinge a presentare.
Non le piace l’idea degli americani?
«Non è un progetto, è un intruglio spaventoso: sembra un Olimpico imbruttito. Oggi si fanno gli stadi molto eleganti, questo invece è di una rozzezza spaventosa. Lo può certificare qualunque rivista o studio d’architettura del mondo».
 
Cosa c’è che non va?
«Sembra un arena di gladiatori. All’esterno hanno provato a ricreare un Colosseo in piccolo, con pietre e cemento armato. Poi ci hanno messo sopra una struttura leggera: è come se avessero unito insieme due cose totalmente differenti tra loro. Una roba del genere l’ho vista fare raramente. Ma chi l’ha disegnato?»
 
Dan Meis.
«Mai sentito nominare. Gli americani hanno questa concezione della cultura italiana molto primaria. A questo punto copiassero integralmente il Colosseo, così viene meglio».
 
Almeno il costruttore le sta bene?
«Con Parnasi ho avuto delle pessime esperienze».
 
A chi si doveva rivolgere la Roma?
«Potevano andare da Norman Foster. È un architetto serio, bravo, che si fa pagare e non credo che i costruttori romani siano abituati a questo».
 
Lei ha progettato la Nuvola nel ’98 e non è ancora pronta. Quanto ci vorrà per lo stadio?
«Noi abbiamo quasi finito, solo che non riusciamo a vendere l’albergo per colpa di quei due obbrobri lasciati semi-demoliti lì davanti. Sembra Beirut. Colpa degli imprenditori cosiddetti romani fra cui Ligresti, che romano non è. Con un privato che mette i soldi sarà diverso».
 
Ma la città è la stessa.
«A Roma avvengono assurdità incredibili. La Provincia acquista una torre per 250 milioni quando le Province si devono chiudere. Sono abituati a vendere prima ancora di cominciare».
 
Marino le fa rimpiangere Alemanno?
«Col sindaco attuale non ho alcun rapporto. Personalmente non posso dire nulla ad Alemanno: è stato quello che ha creduto più di tutti nella Nuvola. Poi lui ha le sue colpe».
 
Perché la Roma non ha pensato a lei?
«Non mi chiama il governo, figuriamoci il signor Pallotta. Se mi avessero interpellato, avrei lavorato anche gratuitamente per la Roma».
 
E come sarebbe lo stadio di Fuksas?
«Deve avere fra i 45 e i 50mila spettatori, attorno va costruito un sistema commerciale minimo, senza speculazioni. Il modello da seguire sono gli impianti inglesi: l’Old Trafford di Manchester è il migliore al mondo. Ben fatto, ben pensato e comodo. Mi piace anche l’Allianz Arena di Monaco».
 
Giusto scegliere l’area di Tor di Valle?
«Non va bene, va malissimo: non mi piace per niente. Uno stadio non è come un supermercato, che più lo metti lontano dal centro e meglio è. A Testaccio sarebbe difficile, ma l’idea di costruirlo nell’area vicina al Gazometro era interessante perché lo stadio è un pezzo urbano, della città, lo è stato sempre. Come il Foro Italico, un luogo sacro massacrato negli anni. Guardate come avevano abbandonato il meraviglioso impianto della scherma di Luigi Moretti. Poi ci hanno costruito quella schifezza inimmaginabile, volgare, rozza per i tennis. Merito della solita cricca».
 
Speriamo che almeno la sacralità della Curva Sud venga preservata.
«Deve rimanere scomoda, il resto no. Io vorrei la cosiddetta "bomboniera", che consenta di avvicinare il pubblico ai giocatori. Deve essere uno stadio bello fuori e dentro, un luogo dove finalmente possano tornare i bambini, le famiglie intere, farle partecipare a quello che resta uno degli spettacoli più bello del mondo. Il tifoso della Roma parla, chiacchiera su tutto ma alla fine è alle sue cose ci tiene molto».
 
All’Olimpico forse un po’ meno.
«È bellissimo, purtroppo non fu pensato per il calcio».
 
Il Flaminio?
«Un gran lavoro di Nervi mai utilizzato a dovere».
 
Che fine ha fatto il suo progetto per la Fiorentina?
«Si è fermato perché manca un posto dove costruirlo: l’area individuata era un parco, ma c’era sempre di mezzo Ligresti. Poi la crisi economica c’è, inutile nascondersi».
 
Come segue la Roma?
«Prima andavo all’Olimpico, ora ho poco tempo. Spesso guardavo le partite a casa del mio grande amico Venditti,anche Verdone partecipava a queste riunioni iper-intellettuali. Amiamo molto Roma e la Roma».
 
Lei si è fatto apprezzare in Francia, Garcia ha fatto il percorso inverso.
«È una bella figura, una persona molto equilibrata. Ora tutto quello che lui ha costruito può essere rovinato dagli arbitri: la devono finire, quando vedono la Juve impazziscono, come se avessero un orgasmo. La Roma farà il massimo, i giocatori sono buoni, l’allenatore pure, invece la società non si sa bene cosa sia».
 
Che intende?
«Non c’è. È inesistente. Sono convinto che Unicredit sia ancora il vero proprietario, invece ci vorrebbe una società più strutturata, anche con gli americani: non ho alcuna antipatia per loro. Però deve rimanere la romanità: siamo una delle poche squadre ad aver mantenuto questo senso d’identità. La Roma è da sempre una parte integrante della città».
 
Totti merita un omaggio nel nuovo stadio?
«Bisogna intitolarlo a lui: si dovrebbe chiamare lo "stadio Totti della Roma". Lui è un "pezzo" straordinario, anche di etica. Andrebbe usato da esempio per insegnare ai ragazzi come si deve fare nella vita. Un grande personaggio, ha aiutato sempre tutti: come mi raccontava Capello ai bei tempi, se c’era da andare in un ospedale lui era il primo».
 
Felice per la rinascita di De Rossi?
«Sono contentissimo sia rimasto. Ha avuto dei guai a livello umano da cui nessuno sarebbe uscito. Invece ci è riuscito e bisogna ringraziare Garcia che gli ha dato fiducia».
 
Rimpianti per Zeman?
«Chi? Parliamo di cose serie per favore».
 
Giusto. Oltre alla Lazio, cosa cancellerebbe in città?
«Corviale».

giovedì 14 novembre 2013

15 MILIONI...





sarebbe questa la cifra che la Roma ha in mente per sistemare la rosa. Basterà ad ostacolare la voglia tricolore del napoli che  a gennaio ne investirà circa trenta?
Le vie del calcio sono infinite...I nomi? Quelli che, da giorni, girano sui giornali ma, e non mi sembra poco, ci sarebbe una sorpresa. E'ancora caldissima la pista che porta al forte centrocampista sardo Radja Nainggolan; la richiesta del patron Cellino è inferiore rispetto a quella della passata estate : una quindicina di milioni e un giovane in rosa ( Caprari l'indiziato numero uno).

mercoledì 13 novembre 2013

AS ROMA : SI COMPRA ! E SPUNTA...CASSETTI !




L'obiettivo della società resta l'europa league....Eppure si tornerà sul mercato per rinforzare la rosa e puntare al primo posto. L'occasione, in un campionato povero tecnicamente, è ghiotta e (probabilmente) irripetibile.

LEGGO (F.BALZANI) - Allungare la panchina per rinforzare il sogno scudetto. Non starà a guardare la Roma nel prossimo mercato di gennaio perché – anche se a bassa voce – ora a Trigoria sono convinti di poter lottare alla pari di Juve e Napoli, almeno sul campo. Per tenere a bada le inseguitrici e colmare il gap con gli organici di Conte e Benitez però a Garcia servono alternative valide ai titolari. Sabatini si è già messo al lavoro e, oltre a prenotare per la prossima estate i giovani talenti sudamericani Abner del Coritiba e Paredes del Boca (quest’ultimo potrebbe arrivare già gennaio se riuscisse ad ottenere il passaporto comunitario), sta sondando il mercato italiano per trovare giocatori che già abbiano confidenza col nostro campionato. Ma cosa serve alla Roma? Innanzitutto un centrocampista perché il solo Bradley in panca non basta. Al ds giallorosso piace già dalla scorsa estate Kucka, ma il Genoa chiede non meno di 8 milioni per lo slovacco. Gli stessi soldi che vuole il Parma per Biabiany mentre Inter e Milan offrono rispettivamente Kuzmanovic e Nocerino in cambio di Marquinho e Burdisso.
Un altro giocatore da tempo nel mirino di Sabatini è Gaston Ramirez, ex Bologna e un presente grigio al Southampton (solo 3 presenze in questa stagione). I buoni rapporti tra i due club potrebbero favorire la trattativa. Difficile, invece, convincere il Newcastle a cedere Cabaye, ex Lilla e pallino di Garcia. Fronte difesa: se parte Burdisso (Milan o Boca) la Roma proverà l’assalto ad Astori del Cagliari o Ghoulam del Saint Etienne. E in attacco? Il ritorno di Destro (chiesto invano in prestito dalla Samp) permetterà a Garcia di aver 6 attaccanti in rosa più Florenzi. Non male per una squadra che non ha impegni europei. Nonostante questo la Roma tiene gli occhi aperti su Iturbe del Verona e Djordjevic, bomber serbo del Nantes in scadenza di contratto. Sabatini vorrebbe prenderlo a giugno a parametro zero, ma sul giocatore sono piombati anche Lazio e Fiorentina. Smentita, infine, la voce che arriva dall’Inghilterra e che darebbe la Roma sulle tracce di Dzeko, anche lui in scadenza di contratto col City e già contattato da Arsenal e Dortmund. Tanti nomi dunque in quella che potrebbe essere l’ultima finestra di mercato in giallorosso per lo stesso Sabatini. L’Inter di Thohir, infatti, ha messo il nome del ds della Roma e quello di Leonardo in cima alla lista per la prossima stagione.

 Dopo il pareggio contro il Sassuolo la Roma torna ad allenarsi al Fulvio Bernardini. Assenti i numerosi nazionali, questa sosta sarà importante per il recupero degli infortunati, su tutti Mattia Destro.
LIVE:
11.45 Partitella in famiglia per la squadra alla quale participa anche Mattia Destro
11.37 Scende in campo Francesco Totti per svolgere differenziato insieme a Vito Scala. Il capitano sta correndo sul terreno di gioco
11.20 La squadra, divisa in due gruppi, lavora sul possesso palla. Con il gruppo anche l'ex Cassetti
11.05 Oltre ai nazionali, assenti dal campo Totti e Borriello
11.02 La squadra lavora sugli schemi offensivi e tiri in porta
10.50 La squadra scende in campo e inizia il riscaldamento   Fonte: www.laroma24.it

domenica 10 novembre 2013

ARBITRO, SOCIETA' E TECNICO: STORIA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO...




L'avevamo detto e scritto : qualcuno alzi la voce sugli arbitraggi agghiaccianti che catratterizzano le partite della roma. La società è rimasta  in silenzio e anche oggi abbiamo assistito ad un arbitraggio vergognoso: rigore non dato, gestione mirata dei cartellini, 4 (incomprensibili) minuti di recupero.
Serve la voce grossa (non il pianto che appartiene ad altre realtà), ma occorre farlo subito, senza aspettare il prossimo scempio.
Veniamo all'allenatore. Ma come si fa a fare dei cambi simili? Ma caprari, che faceva panca con il pescara retrocesso, come può trovare spazio in una squadra che lotta per lo scudetto? Perchè proporre all'infinito un giocatore scarso come Marquinho?
Bastava restare tranquilli, fare possesso palla e, possibilmente, non trasformare e stravolgere la squadra con cambi senza alcun nesso logico.

AS ROMA : Sabatini, Ljajić...Paredes !







 Le voci che vogliono il "fumante" all'inter sono, al momento, prive di fondamento. La conferma arriva dall'acquisto (praticamente ultimato) del forte centrocampista offensivo del Boca Paredes.


Di seguito uno stralcio del consueto editoriale di Alfredo Pedullà su Tuttomercatoweb, in cui l'esperto di mercato parla di Leandro Paredes, classe 1994 del Boca Juniors accostato più volte alla Roma: 
Si chiama Leandro Paredes, stellina e presunta stellona del Boca. Per aiutarvi meglio a conoscerlo (e in tanti lo conoscono) si potrebbe sintetizzare: grande tecnica, personalità, lampi e verticalizzazione, piedi vellutati. Lo sottolineo perché qualche giorno fa, di buon mattino, su una radio romana ho sentito mormorare in diretta: "Paredes? Chi è? Brasiliano? Dove gioca? In che ruolo?". Mi sono venuti i brividi, ho cambiato frequenza. Forse basterebbe dire: Walter Sabatini è perso, ubriaco di Paredes, lo ritiene il diamante del futuro. A qualche amico ha detto: lo prendo a sette-otto milioni, dopo pochi anni sfonderà il muro dei trenta. La trattativa con il Boca è bene impostata, dall'Argentina giurano: "Se non ci saranno interferenze, la  Roma lo porterà a casa". Interferenze possono esserci, ma la Roma si è mossa bene, per tempo. Dicono: ma non è che Sabatini poi blocca Paredes  e lo porta all'Inter, considerato che avrebbe il profilo giusto per entrare nelle grazie di Thohir? Sabatini lavora per la Roma, oggi di sicuro. E Pallotta gli ha già proposto un rinnovo blindato, segreto, da annunciare più avanti per evitare spifferi. Oggi il diesse ha carta bianca totale, assoluta, carta bianca sulle scelte tecniche della proprietà: gli converrebbe cambiare? La risposta sarebbe no, ma vedremo.

A minare la serenità dell'ambiente giallorosso è il caso Ljajić. Il giovane serbo non comprende, giustamente, l'esclusione ( nonostante le assenze di Totti e Gervinho) dalla formazione titolare. Come dargli torto? Domani dovrebbe essere previsto un incontro tra tecnico e calciatore...

sabato 9 novembre 2013

VERSO ROMA - SASSUOLO...





Federico Balzaretti ha rilasciato un'intervista al sito ufficiale della Lega Serie A: "E' innegabile che abbiamo fatto una ottima partenza, ma dobbiamo cercare di mantenere questi livelli perché è facile distrarsi. Non c'è dubbio che avremo momenti difficili, ed è lì che capiremo che tipo di squadra siamo. Quello che stiamo facendo però sta portando un clima positivo e questo ci consente di concentrarci meglio sulle partite che andiamo ad affrontare. Siamo sulla giusta strada, ma il cammino è ancora lungo per cercare di ottenere qualcosa".
Insieme ai tuoi compagni avete restituito ai tifosi l'entusiasmo che sembrava perso a causa dei risultati negativi delle recenti stagioni. Quanto pesa la responsabilità di indossare i colori giallorossi?
"Quando indossi una maglia con un passato glorioso come quello della Roma ti rendi immediatamente conto della responsabilità che hai addosso, perché sai quanto sono alte le aspettative, ma è proprio questo che rende meraviglioso giocare in una squadra come questa. La pressione che ti mete addosso la città, i tifosi e la stampa è tutto quello che un calciatore può desiderare perché vive per questi momenti pieni di emozioni. Chiaramente c'è sempre un lato positivo ed uno negativo ma se sei spinto tutti i giorni a dare tutto quello che puoi trovi l'entusiasmo di fare del tuo meglio ogni volta che scendi in campo".

Come sei riuscito a conquistare da subito il cuore di tutti i tifosi della Roma?
"Sono un calciatore generoso, dò sempre tutto quello che posso sul campo, amo il mio lavoro e trascorrerei volentieri 24 ore al giorno in un campo da calcio, se potessi. Ho ancora la stessa voglia e l'entusiasmo che avevo a 6 anni e credo sia questo quello che mi ha permesso di raggiungere il successo che ho avuto in carriera, e di giocare a 32 anni in un club prestigioso come la Roma".

Ci pensi ai Mondiali 2014?
"Spero di esserci ma è solo un obiettivo, dipende tutto da quello che riuscirò a fare qui alla Roma".




Il tecnico del Sassuolo, Eusebio Di Francesco, ha presentato in conferenza stampa la sfida di domani contro la Roma: "Arriviamo a questo incontro con più fiducia, una vittoria mìgliora sempre il morale, noi però domenica scorsa abbiamo concesso troppo sotto il punto di vista offensivo.
Differenze con il Napoli? Tatticamente le due squadre giocano in maniera diversa, rispetto al passato la Roma tanto nuova non è, il tecnico ha fatto un grande lavoro, soprattutto a livello psicologico, si è schierato da subito con i giocatori. Questa squadra hanno due giocatori simbolo che sono De Rossi e Totti, quest’ultimo non ci sarà, come potrebbe non esserci Gervinho, ma anche senza questi due i giallorossi hanno vinto tanto. Vengono dal mezzo passo falso con il Torino, ma la classifica mette di fronte un team che ha 31 punti e noi invece ne abbiamo messi  in cassaforte solamente 9. Questa Roma a livello di investimento è un organico che ha tante prospettive”.
Non è una partita come tutte le altre, anche il derby non lo era, questo mi hanno insegnato nella mia permanenza giallorossa. Da parte l’emozione, sarò concentrato su questa grande partita. Garcia è bravo a farla rimanere sul pezzo, la Roma ha mai avuto cali di  tensione, l’ha dimostrato con il Chievo, contro certe squadre rischi sempre di prendere gol. Non è una partita facile per loro e nemmeno lo sarà per noi”.
Io alla Roma auguro lo scudetto ma di ricominciare a vincere dopo di noi.  Concentrazione? Tutte le partite hanno motivazioni,  io non voglio una squadra che non le abbia, le insidie sempre dietro l’angolo, a Genova sul 3-1 pensavamo di averla vinta, ora pensiamo alla Roma e a come fare risultato”, riporta tuttosassuolocalcio.com



Fonte: Il Messaggero - Carina, Il Corriere della Sera - Piacentini
Nel corse della settimana Rudi Garcia ha mischiato le carte in tavolo provando diverse soluzioni offensive. Tanti esperimenti che però dovrebbero lasciare spazio a pochi stravolgimenti tattici. Per la gara di domani contro il Sassuolo il tridente dovrebbe tornare ad essere quello composto da Ljajic, Borriello e Florenzi, con Pjanic che dovrebbe ritornare a ricoprire la sua posizione di centrocampista. Lo riferisce il quotidiano Il Messaggero.
Il Corriere della Sera tuttavia rilancia la candidatura di Bradley con l'eventuale avanzamento di Pjanic in attacco. sarebbe quindi Borriello il sacrificato da Rudi Garcia, ma l'attaccante napoletano resta in ballottaggio con il centrocampista statunitense.