domenica 13 aprile 2014

ROMA - UDINESE : LE GRANDI MANOVRE !





Mentre Rudi Garcia e i tifosi si godono una Roma scintillante, c’è chi continua a lavorare per rinforzare la rosa in vista del prossimo anno, dove la compagine capitolina assaporerà di nuovo il sapore delle grandi sfide europee: come riporta l’edizione odierna del «Corriere dello Sport», Walter Sabatini ha in mente di mettere in piedi una maxi operazione con l’Udinese che riguarda diversi calciatori delle due società.
Primo fra tutti il portiere Scuffet, vera rivelazione di questo campionato: la Roma lo vuole e per questo è intenzionata a proporre a Pozzo uno scambio di comproprietà con Skorupski, così da testare il giovane polacco lontano dalla capitale. L’operazione verrebbe ampliata a Nico Lopez e, eventualmente a Dodò, con i giallorossi pronti a chiedere Gabriel Silva o Pereyra, esterni che farebbero molto comodo a Rudi Garcia ed a riconoscere ai friulani un cospicuo conguaglio cash. Fonte_www.forzroma.info

FRENATA ASTORI...SANTON PIU' VICINO !




L'ottima prestazione di Toloi sembrerebbe aver "congelato" l'affare Astori con il Cagliari. Il difensore sardo è valutato, dal vulcanico Cellino, dieci milioni di euro ma la Roma, a questo punto, confermerebbe il centrale brasiliano (appena cinque milioni). La Fiorentina ha mollato il terzino del Newcastle Santon; la richiesta di dodici (trattabili) milioni di euro è stata giudicata eccessiva dal club gigliato. Sabatini, fra le altre cose, ha giocato (come sempre) d'anticipo, ottenendo un accordo verbale per una cifra che si aggira introno ai dieci milioni d'euro. Una volta chiusa la questione terzino, la società giallorossa si concentrerà sul grande "colpo" in attacco.

venerdì 11 aprile 2014

FENG-PALLOTTA : IL PATTO?




James Pallotta è indubbiamente il presidente e l’azionista di riferimento della Roma, ma l’assetto societario si è andato complicando in queste ultime settimane. Si è aggiunto un nuovo nome, lo Starwood Capital Group, che ha acquistato una quota di minoranza dell’AS Roma SPV LLC. Starwood è un’azienda che gestisce 23 miliardi di attività. Oltre che di investimenti si occupa tra l’altro di immobili e tra le società controllate ha il celebre marchio di alberghi di alta gamma, Sheraton e cose simili. L’interesse dei nuovi investitori statunitensi per la Roma sta essenzialmente lì, nella possibilità di entrare a piedi uniti nell’affare del nuovo stadio, il cui progetto definitivo, cioè quello su cui il Comune dovrà pronunciarsi nel giro di 90 giorni, sarà consegnato agli uffici competenti prima di Pasqua, nelle intenzioni martedì o mercoledì. Dall’altra parte, c’è l’interesse dei cinesi. Come riporta Il Corriere dello Sport, Chen Feng sta tuttora trattando con Pallotta e con Unicredit l’acquisto del 31% della Roma che appartiene alla banca. L’intenzione di Feng è diventare comproprietario della Roma e deciderne le sorti, la Starwood invece è semplicemente entrata in società con Pallotta. La differenza è sottile e sostanziale. Il nuovo socio non prende direttamente potere all’interno di Trigoria, ma, attraverso un membro del consiglio che va ad aggiungersi a Pallotta, Ruane, D’Amore e Di Benedetto, avrà voce in capitolo nelle scelte strategiche. A Pallotta, impegnato nella ricerca prima dei 300 milioni necessari a costruire lo stadio e poi dei 700 milioni che servono per le infrastrutture, va benissimo. Non è dato sapere quanto sia consistente la fetta azionaria acquistata dalla Starwood o quale sia la cifra dell’investimento del gruppo sul progetto stadio. E’ esplicito invece il fatto che gli statunitensi si aspettano grandi cose dalla "zona circostante, dedicata all’intrattenimento" e pensano magari ad accrescere la ricettività alberghiera. Proprio gli aspetti sui quali l’amministrazione pubblica intende mantenere la più severa sorveglianza. Fonte_corrieredellosport

giovedì 10 aprile 2014

JUVENTUS : NON SOLO "SVISTE "....ANCHE I CONFLITTI D' INTERESSI....






Prima Silvio Berlusconi e le sue televisioni «schierate» al fianco del Diavolo rossonero, poi l'Inter di Moratti e Tronchetti Provera, visto che Telecom Italia sponsorizza da anni il campionato. Adesso in pochi ne parlano, ma se c'è una società leader dei «conflitti d'interesse» con il calcio e tutto quello che gli ruota attorno è la Juventus. Da Murdoch, quindi Sky , passando per Rcs , quindi Gazzetta dello Sport e Corsera , fino alla sponsorizzazione di Fiat alla Nazionale, i tentacoli di Elkann arrivano ovunque. Ed è proprio la società degli Agnelli l'obiettivo della Roma nei giorni in cui a Trigoria si chiedono perché alcune testate diano risalto ad alcuni episodi come la manata di Destro ad Astori e molto meno ad altri che hanno visto protagonisti i giocatori juventini e non solo. La pressione mediatica è stata decisiva per la squalifica dell'attaccante giallorosso e, in precedenza, di De Rossi: di questo sono convintissimi dentro la Roma. Il direttore generale giallorosso, l'avvocato Mauro Baldissoni, ha sollevato ufficialmente il problema nel commentare l'ultima mazzata subìta dal club giallorosso ad opera del giudice sportivo, «stimolato» dalle tv e dai giornali. «Sappiamo, ed è già capitato in altre situazioni, che la Procura si attiva anche a seguito del clamore mediatico ed è già di per sé piuttosto discutibile» ha detto Baldissoni martedì. «Il clamore mediatico - ha aggiunto - è fuori dal nostro controllo ed è importantissimo nel mondo del calcio che non ci siano sospetti di conflitti di interesse, in considerazione anche della proprietà di alcuni organi televisivi rispetto ad altre squadre di calcio. È assolutamente fondamentale per la regolarità del campionato». Il dirigente romanista non può che riferirsi a Milan e Juventus. Diretto il legame fra Berlusconi e Mediaset, più recente e ramificato quello fra la proprietà bianconera e la tv satellitare. Come sottolinea Il Tempo (F. Caleri-A. Austini), John Elkann, da quasi un anno, siede nel board di News Corp, il colosso di Rupert Murdoch. La Gazzetta dello Sport, primo quotidiano sportivo italiano, non è esattamente nelle grazie degli juventini dai tempi di Calciopoli. Ma lunedì scorso ha scritto la possibile sentenza del giudice sportivo su Destro, quasi a invocarla, e puntualmente si è verificata: la cosa non è certo sfuggita alla Roma. L'interesse di Elkann per i media è datato: dal 2009 siede anche nel board dell'Economist. Quello per il calcio va al di là della Juventus. La Fiat, infatti, è uno dei finanziatori della nazionale di calcio, quindi della Figc, attraverso un ricco contratto di sponsorizzazione. La presenza del marchio Fiat sull'abbigliamento sportivo e la fornitura di auto e mezzi per gli spostamenti, frutta alla Federcalcio circa 3 milioni a stagione per un totale di 12 in 4 anni che grazie ai bonus legati ai risultati possono salire fino a 18. Per una federazione che fattura, a detta di Abete, 180 milioni all'anno, è comunque una bella boccata d'ossigeno. Ma per il calcio si tratta di un fastidioso conflitto d'interessi. Fonte_www.romanews.eu




Juve, scoppia il caso di John Elkann nel cda di Sky Sport


Scoppia la "bomba" nel settore dei diritti tv del calcio



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Scoppia la "bomba" nel settore dei diritti tv del calcio

Scoppia la "bomba" nel settore dei diritti tv del calcio. Dopo settimane ai limiti del "gossip" più becero, con colpi bassi continui sempre sotto la cintura e sempre rivolti nella stessa direzione, adesso l'attenzione dei media si sposta su un fatto che farà discutere gli addetti ai lavori nelle prossime ore che ci separano dall'assemblea della Lega calcio del prossimo 7 ottobre.
A scoperchiare la pentola è stato il portale Blogo.it, che ha fatto notare come John Elkann, numero uno di FIAT, dallo scorso mese di maggio, sia entrato di diritto, con un ruolo operativo, anche nel board della nuova News Corp, il gruppo che controlla in Italia SKY. Lo stesso colosso, che, da alcuni giorni, spinge sull'acceleratore per far "digerire" il boccone amaro di una ipotesi monopolistica, che, di fatto, escluderebbe, suo malgrado, il competitor Mediaset.
Per Blogo.it è "singolare" che questa posizione "amica" della Vecchia Signora sia strettamente legata al nuovo ruolo di Elkann nel mondo SKY.

I casi della vita potrebbe dire qualcuno, ma anche no ad essere sinceri.
E' un chiaro "conflitto di interessi", che, dopo l'anticipazione di Blogo.it (ma la news era pubblica da maggio: clicca qui per leggere l'articolo de La Stampa) creerà più di qualche fenomeno di "malpancismo". Con quale  atteggiamento infatti la dirigenza bianconera (a partire da Andrea Agnelli) potrà semplicemente far notare che l'ipotesi SKY è una "grande opportunità" per tutti i 19 club restanti, se poi queste posizioni o scelte vengono fatte magari davanti a una tazza di cioccolato davanti al parente Elkann (dirigente FIAT, ma anche SKY)?
Insomma una marmellata incredibile, che, adesso, però, è stata portata alla luce del sole e non può più essere valutata negativamente dai 19 presidenti. E' credibile la posizione della Juventus da oggi in poi? Sinceramente ci vediamo un chiaro conflitto di interessi o quantomeno Elkann dovrebbe oggi stesso rinunciare a quel posto nel board, per non creare problemi di credibilità al suo parente diretto, che guida la fronda delle "sette sorelle" (anche se i maligni fanno notare che non sono neppure più sette).
Insomma un classico pasticcio all'italiana, in un Paese, l'Italia, dove tutti parlano di linearità, trasparenza e correttezza, ma poi, volenti o nolenti, si finisce sempre sulla graticola dei conflitti di interessi.
Di una cosa siamo certi: da oggi pomeriggio nessuno potrà dire "ma io non sapevo". Ormai il conflitto è pubblico: come ne usciamo? E soprattutto questo amore della Juve per la posizione di SKY è vero amore disinteressato o c'è, quantomeno, un pizzico di "affetto parentale". Ma non vogliamo pensare male, però come amava dire l'ex senatore a vita Giulio Andreotti, "a pensare male si fa peccato, ma alla fine ci si azzecca".  fonte_www.calcionapoli24.it

mercoledì 9 aprile 2014

SANTON AD UN PASSO !




Come anticipato qualche giorno fa, Davide Santon è ad un passo dal vestire la maglia giallorossa. La prossima settimana Sabatini volerà a Newcastle per concludere la trattativa. Proprio al Newcastle potrebbe finire Dodò che a Roma non troverebbe più spazio (in arrivo, sulla stessa fascia, il giovanissimo Abner). Il club inglese ha avanzato una richiesta di dodici milioni di euro, la Roma conta di chiudere intorno ai nove - dieci milioni.

martedì 8 aprile 2014

GIU' LE MANI DALLA ROMA : INTERVIENE BALDISSONI !





Baldissoni: "Siamo sconcertati e preoccupati della deriva che sta prendendo la giustizia sportiva. Lo avevamo notato da tempo, anche per quanto successo a De Rossi in Roma-Inter".
Un intervento chiaro (finalmente), breve e conciso. Il vento è cambiato e la gestione "casareccia"di una volta (per fortuna) non c'è più. La Roma non si può  calpestare e stuprare, impunemente, come un tempo. Questa Roma, battagliera sul rettangolo di gioco e indomita nel palazzo, non arretra di un passo. Saranno sei grandi battaglie da affrontare contro tutto e tutti (ma con TOTTI), con l'aiuto ed il sostegno del meraviglioso pubblico giallorosso che, ne siamo certi, spingerà la Roma verso l'ennesima impresa: vincere "incerottati" contro questo (marcio) sistema.


                                                         FORZA   ROMA   ! ! !

CASO DESTRO: LA ROMA E' ACCERCHIATA !





(Il Romanista – D.Galli) - Alt, stop, fermi tutti, questo è uno scandalo! Il vergognoso linciaggio mediatico di cui è stato oggetto domenica solo Destro per la manata ad Astori, e non Daniele Conti per la gomitata a Pjanic, e non l’impunito Chiellini praticamente sempre, oggi potrebbe far gridare allo scandalo. Mattia rischia una stangata. Rischia, ma purtroppo è una forma di prudenza, diciamo che è abbastanza certa. Mai come stavolta sarà tutta figlia dell’ennesima gogna che ha fatto infuriare la Roma, il processo che ha visto Destro per imputato, la caccia al mostro che ha tenuto occupate le principali televisioni nazionali.


Uno sport molto praticato che ieri ha portato la Comunicazione della società ad alzare la voce. Perché questo è accaduto domenica, perché la sera in una ex regina dei talk show sportivi, dopo il battage pomeridiano nel salotto buono del calcio a pagamento, è passata in secondo piano la meraviglia di una squadra che dopo 32 giornate ha fatto più punti della Roma Campione 2000/2001 in 34. Non s’è parlato praticamente altro che di… altro. S’è discusso, e anche piuttosto animatamente, di questo: del caso Destro, dell’episodio che secondo un notissimo opinionista ha deciso Cagliari-Roma pur essendo accaduto sull’1-0 romanista e non come ha sostenuto in trasmissione sullo 0-0, salvo rettificare ieri, salvo che rettificare non servirà più a nulla perché comunque il danno è stato fatto. Il danno è stato fatto, tanto rumore non è mai per nulla, la Procura federale si è mossa ed entro le ore 16 di ieri, come da norma, ha chiesto l’applicazione della prova televisiva per quel colpo proibito di Destro al centrale del Cagliari.


Vabbé, ma Massa non l’ha valutato? Sì, a parole sì. A parole, il fischietto di Imperia aveva raccontato ai dirigenti romanisti a fine partita che aveva visto tutto, che aveva fischiato il fallo di Destro ad Astori. C’era stata una valutazione del fatto da parte dell’arbitro, e questo aveva rasserenato la Roma.


Sarà interessante vedere allora cosa ci sarà scritto oggi nel comunicato del Giudice della Lega di Serie A, Gianpaolo Tosel. Chissà, magari per una volta potrebbe venire pubblicata l’intera testimonianza dell’arbitro. Che chissà, magari, forse, potrebbe avere cambiato idea, potrebbe aver fatto sapere che l’episodio gli è sfuggito, che aveva visto il fallo di Destro e nient’altro, non quindi la manata ad Astori che dovrebbe essere giudicata alla stregua di quella di De Rossi a Icardi: tre turni per «condotta violenta nei confronti di calciatori», recita l’articolo 19 del Codice di Giustizia Sportiva. Tre, che si sommano a quella ordinaria, automatica, che il diffidato Destro avrebbe scontato sabato con l’Atalanta per cumulo di ammonizioni.


La Roma sarà impegnata adesso in una durissima battaglia legale. La linea difensiva della società potrebbe puntare sulla tesi esposta ieri a calcionews24.com dall’agente di Destro, Renzo Contratto: «Il colpo dato ad Astori? Sono cose che in campo possono capitare, è stato un gesto totalmente involontario. Poi i due ragazzi si conoscono e hanno chiarito tutto con serenità». C’è una foto che circola sul web. Immortala Destro e Astori fuori dal campo al termine dell’incontro, uno accanto all’altro, sorridenti, ignari forse del polverone che avrebbe inghiottito di lì a poco Mattia. Se la Roma dovesse perdere tutti i ricorsi, compreso quello auspicabilissimo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il centravanti di Ascoli tornerebbe in campo contro la Juventus, penultima di campionato. Già, Ascoli. Ieri l’ex allenatore dei bianconeri Bruno Giordano si è scagliato contro Mattia, augurandosi per il romanista «un mese di squalifica». Ex allenatore. È stato esonerato a fine febbraio. E indovinate chi ha preso il suo posto? Flavio Destro. Il papà di Mattia. Curiose coincidenze. Davvero curiose.