«vIncere contro l’Italia non è come battere una qualsiasi squadra. Significa vincere contro una grande. Giocare contro gli azzurri è un regalo del cielo».
Paura per domani proprio no; la paura non esiste nel calcio, piuttosto nella vita, se succede qualcosa ai tuoi cari. Balotelli? È un grande giocatore, giovane, specialista negli ultimi metri. Siamo convinti che domani giocherà, noi abbiamo studiato il modo di controllarllo. L’Italia ha un vantaggio, ma noi sappiamo che dobbiamo fare e come farlo. Daremo tutto. Giocare contro l’Italia è un regalo del cielo. Non è possibile pensare che gli azzurri abbiano poco senso patriottico, hanno vinto quattro mondiali, se uno vince così tanto non può essere accusato di questo. È vero che noi abbiamo questa qualità, è qualcosa che ti porti dentro da bambino, un legame con il tuo passato. Ce l’abbiamo e faremo leva anche su questo. A noi sia l’Italia abbiamo affrontato il Costarica, che effettivamente ha più abitudine di noi a questo clima. Ma domani nessuna delle due squadre sarà avvantaggiata dalla temperatura. E, in ogni caso, sapevamo tutto prima: luoghi e orari delle partite. Fa parte del gioco. Sto leggendo un libro di una nostra scrittrice, Laura Lissardy. Descrive quello che le star del calcio rappresentano per il nostro immaginario collettivo. Una volta i protagonisti erano i registi, i cantanti, oggi sono i calciatori. E poi ricordo uno giornalista argentino desaparecido, che quando vincemmo la Copa Libertadores nel 1987 sottolineò proprio l’umiltà di noi uruguayani. Io direi: siamo orgogliosi della nostra umiltà»

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